Scheda modello

Jaguar D-Type

La Jaguar D-Type è una vettura da competizione biposto scoperta costruita tra il 1954 e il 1957, progettata con un solo obiettivo: vincere la 24 Ore di Le Mans. Ci riuscì per tre anni consecutivi, diventando una delle auto da corsa più celebri e ricercate della storia.

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Perché sì

  • Design aerodinamico rivoluzionario per l'epoca, firmato da Malcolm Sayer
  • Palmares sportivo ineguagliato, con tre vittorie consecutive alla 24 Ore di Le Mans
  • Soluzioni tecniche avanzate per gli anni '50, come la monoscocca in alluminio e i freni a disco
  • Rarità estrema che la rende uno degli oggetti da collezione più ambiti al mondo
  • Eredità diretta nella progenitrice stradale XKSS

Da valutare

  • Esemplari originali quasi introvabili, riservati a un mercato con budget multimilionario
  • Guida impegnativa, priva di qualsiasi comfort o assistenza elettronica moderna
  • Manutenzione e reperibilità dei ricambi complesse per un'auto da competizione di oltre 70 anni
  • Anche le nuove continuation ufficiali sono prodotte in serie limitatissima e a prezzi proibitivi

In sintesi

Segmento
Auto da competizione
Carrozzeria
Barchetta biposto scoperta
Anni di produzione
1954-1957
Motore
6 cilindri in linea XK
Cilindrata
Da 3,4 a 3,8 litri (versione 3,0 litri nel 1958)
Potenza
Circa 295-320 CV a seconda della versione
Peso
Circa 800 kg
Velocità massima
Circa 278 km/h
Esemplari prodotti
Circa 75

Erede diretta della C-Type, la D-Type nasce a metà degli anni Cinquanta dalla volontà di Jaguar di dominare le corse di durata, in particolare la 24 Ore di Le Mans. Il progetto affida la parte aerodinamica a Malcolm Sayer, ingegnere proveniente dall'industria aeronautica, che disegna una monoscocca in alluminio dalle forme scivolate, mentre la meccanica riprende e sviluppa il collaudato sei cilindri XK già usato sulla C-Type. Il risultato è un'auto capace di coniugare leggerezza, rigidità strutturale e un'aerodinamica all'avanguardia per l'epoca, tanto da restare competitiva per anni contro rivali blasonati come Mercedes-Benz e Ferrari.

Nata con un solo obiettivo: vincere Le Mans

La D-Type viene sviluppata da Jaguar come diretta evoluzione della C-Type, con cui condivide il cuore meccanico ma non l'impostazione strutturale. La priorità assoluta del progetto è la vittoria alla 24 Ore di Le Mans, la gara di durata più prestigiosa al mondo negli anni Cinquanta.

  • Telaio a monoscocca in lamiera di alluminio, con un sottotelaio tubolare anteriore
  • Carrozzeria disegnata da Malcolm Sayer applicando principi aerodinamici mutuati dall'aviazione
  • Peso contenuto in circa 800 kg, fondamentale per le prestazioni in gara

Cilindrata

Da 3,4 a 3,8 litri (versione 3,0 litri nel 1958)

Meccanica: il sei cilindri XK e le soluzioni d'avanguardia

Il propulsore è il celebre sei cilindri in linea XK, alimentato inizialmente da tre carburatori Weber, con cilindrata di 3,4 litri nelle prime versioni e portata a 3,8 litri nel 1957; nel 1958 fu utilizzata anche una variante da 3,0 litri per adeguarsi a un cambio di regolamento nelle corse di durata.

Tra le soluzioni tecniche più innovative per l'epoca figurano i freni a disco su tutte le ruote, le sospensioni anteriori indipendenti abbinate a un ponte rigido posteriore e, sulle versioni più evolute, una pinna stabilizzatrice dietro il poggiatesta del pilota per migliorare la tenuta di strada alle alte velocità, come quelle raggiunte nel rettilineo di Mulsanne.

Potenza

Circa 295-320 CV a seconda della versione

Il tris di vittorie a Le Mans (1955-1957)

La D-Type entra nella leggenda vincendo tre edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans.

  • 1955: vittoria dell'equipaggio ufficiale Jaguar formato da Mike Hawthorn e Ivor Bueb
  • 1956: successo di una D-Type privata del team scozzese Ecurie Ecosse, guidata da Ron Flockhart e Ninian Sanderson, dopo il ritiro delle vetture ufficiali
  • 1957: nuova doppietta per Ecurie Ecosse, con Flockhart e Bueb al volante, in una gara in cui le D-Type occupano cinque delle prime sei posizioni

Dopo l'annuncio del ritiro ufficiale dalle corse nell'ottobre 1956, Jaguar cede diverse D-Type long nose proprio alle squadre private come Ecurie Ecosse, che ne raccolgono l'eredità sportiva.

Velocità massima

Circa 278 km/h

Dalla pista alla strada: la nascita della XKSS

Ritiratasi dalle competizioni ufficiali, Jaguar decide di trasformare in versione stradale le D-Type rimaste invendute, dando vita alla XKSS: fari, paraurti, un parabrezza pieno e una capote rudimentale la rendono omologabile per l'uso su strada.

Il progetto viene però ridimensionato da un incendio che nel febbraio 1957 colpisce lo stabilimento Jaguar di Browns Lane, distruggendo nove degli esemplari di D-Type destinati alla conversione: delle 25 vetture originariamente previste, solo sedici XKSS vengono effettivamente completate.

Anni di produzione

1954-1957

Un mito da collezione: mercato attuale e continuation

Oggi la D-Type è tra le auto da competizione più ambite dai collezionisti di tutto il mondo: gli esemplari originali, quando compaiono all'asta, raggiungono regolarmente valutazioni di diversi milioni di dollari, con un picco registrato nel 2016 quando un esemplare del 1955 fu aggiudicato per 21,78 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per una Jaguar.

Poiché nel 1955 Jaguar aveva pianificato di costruire 100 esemplari da corsa ma se ne fermò a circa 75, nel 2016 Jaguar Classic ha annunciato di voler completare idealmente quella produzione con la D-Type Continuation: 25 nuove vetture realizzate secondo le specifiche originali degli anni Cinquanta, proposte nelle configurazioni short nose e long nose a un prezzo di listino di 1.750.000 sterline, tasse locali escluse.

Le generazioni della D-Type

3anni di storia

1954—19551 anno

Short Nose

Versione originaria della D-Type, con muso corto e motore da 3,4 litri; debutta a Le Mans nel 1954 chiudendo al secondo posto e vince l'edizione del 1955.

1955—19572 anni

Long Nose

Evoluzione con muso allungato per migliorare la penetrazione aerodinamica e maggiore potenza rispetto alla short nose; su questa versione compare la caratteristica pinna stabilizzatrice dietro l'abitacolo. Con essa arrivano le vittorie di Le Mans 1956 e 1957.

Domande frequenti sulla D-Type

Quanti esemplari di Jaguar D-Type sono stati costruiti?

Jaguar aveva pianificato una produzione di 100 esemplari da competizione, ma tra il 1954 e il 1957 ne furono effettivamente realizzati circa 75.

Quante volte la D-Type ha vinto la 24 Ore di Le Mans?

La D-Type ha vinto la 24 Ore di Le Mans per tre edizioni consecutive, nel 1955, 1956 e 1957.

Cos'è la Jaguar XKSS?

È la versione stradale della D-Type, ricavata dagli esemplari rimasti invenduti dopo il ritiro di Jaguar dalle corse ufficiali. Di venticinque unità previste, un incendio nello stabilimento di Browns Lane nel 1957 ne distrusse nove prima della conversione, lasciandone sedici effettivamente completate.

Cos'è la D-Type Continuation?

È un programma lanciato da Jaguar Classic nel 2016 per completare la produzione originaria mai portata a termine negli anni Cinquanta: 25 nuove D-Type costruite secondo le specifiche storiche, vendute a 1.750.000 sterline (tasse escluse).

Quanto vale oggi una Jaguar D-Type originale?

Il valore dipende dalla storia specifica di ogni esemplare, ma le quotazioni si misurano in milioni di dollari: nel 2016 un esemplare del 1955 è stato aggiudicato all'asta per 21,78 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per una Jaguar.

Fonti

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