Un progetto pensato per rompere con il passato
Quando Fiat avvia lo sviluppo della Ritmo, l'obiettivo dichiarato è quello di offrire una risposta convincente alla concorrenza tedesca e francese nel segmento delle medie, superando in modernità la 128 che fino ad allora aveva rappresentato il riferimento della gamma.
- Linea a due volumi con paraurti integrali in plastica, allora una soluzione poco diffusa sulle vetture di serie
- Plancia e rivestimenti interni realizzati con ampio ricorso a materiali plastici, pensati per privilegiare funzionalità e spazio a bordo
- Lunghezza contenuta sotto i quattro metri, con un impianto abitativo studiato per massimizzare lo spazio interno
La vettura debutta al Salone di Torino nell'aprile 1978 e viene proposta sia in versione tre porte sia cinque porte, affiancata in seguito da una variante cabriolet disegnata da Bertone.
Motorizzazioni
Benzina 1.1-2.0 litri, Diesel 1.7-1.9 litri
Il Robogate e la produzione automatizzata
Uno degli aspetti che hanno reso la Ritmo un caso di studio nell'industria automobilistica è il processo con cui veniva assemblata. Nello stabilimento di Cassino, Fiat introduce il sistema Robogate, sviluppato dalla controllata Comau, che automatizza tramite robot le fasi di assemblaggio e saldatura della scocca.
Si tratta di una delle prime applicazioni su larga scala della robotica alla catena di montaggio automobilistica, un elemento che all'epoca viene sottolineato anche nella comunicazione del modello, presentato come un'auto in gran parte costruita da macchine automatizzate.
Anni di produzione
1978 - 1988
La gamma motori: dalle versioni economiche alle Abarth
Nella prima serie, commercializzata dal 1978, la Ritmo viene proposta con motori a benzina di diversa cilindrata, identificati dalla sigla numerica corrispondente alla potenza:
- Ritmo 60: 1.1 litri, 60 CV
- Ritmo 65: 1.3 litri, 65 CV
- Ritmo 75: 1.5 litri, 75 CV
- Diesel 1.7 litri da 55 CV, introdotto nel 1980
Nel 1981 arriva la variante sportiva 105 TC con motore 1.6 litri, seguita l'anno successivo dalla Ritmo Abarth 125 TC. Con la seconda serie la sportiva di punta diventa la Abarth 130 TC, capace di superare i 100 km/h da ferma in circa 8 secondi e di sfiorare i 200 km/h di velocità massima. Sul fronte diesel, nel 1986 debutta il primo turbodiesel Fiat, un 1.9 litri da 80 CV, affiancato alla versione aspirata.
Il restyling del 1982 e la seconda serie
Nell'ottobre 1982 la Ritmo viene sottoposta a un importante aggiornamento che riguarda sia l'estetica sia la meccanica. Il caratteristico spoiler posteriore a coda viene eliminato per migliorare l'aerodinamica, mentre vengono rivisti il posizionamento del serbatoio del carburante e l'accesso alla ruota di scorta.
In questa fase debutta anche la versione Energy Saving, orientata al risparmio di carburante grazie a un'accensione elettronica Marelli Digiplex, un dispositivo di cut-off e un econometro a bordo strumenti pensato per aiutare il guidatore a mantenere consumi contenuti.
Eredità e mercato dell'usato
Prodotta fino al 1988, quando lascia il posto alla Fiat Tipo, la Ritmo supera complessivamente i due milioni di esemplari realizzati, contando anche la produzione della gemella spagnola SEAT Ritmo e la variante berlina tre volumi Fiat Regata, che ne condivide la piattaforma.
Oggi gli esemplari sopravvissuti sono relativamente rari, complice la scarsa protezione dalla ruggine delle prime serie, e rientrano nell'interesse del mercato dell'auto d'epoca più che in quello dell'usato di uso quotidiano. Chi valuta un acquisto dovrebbe verificare con attenzione lo stato della carrozzeria e degli impianti elettrici, tra gli elementi più critici con il passare dei decenni.

