Un accordo tra Fiat e Ferrari
All'origine della Dino c'è un problema di regolamento sportivo: per omologare in Formula 2 il nuovo motore V6 firmato Ferrari, era necessario costruirne almeno 500 unità in un anno, un traguardo impossibile per la sola produzione Ferrari dell'epoca. L'intesa con Fiat, che disponeva della capacità industriale necessaria, permise di superare l'ostacolo e di dare vita a una vettura di serie capace di portare in strada un motore di derivazione corsaiola.
Il propulsore, un V6 a 65 gradi con distribuzione bialbero e basamento in lega leggera, fu affiancato da tre carburatori doppio corpo Weber e da un sistema di accensione elettronica sviluppato con Magneti Marelli, soluzione all'avanguardia per un'auto di serie in quegli anni.
Motore
V6 Ferrari "Dino", 2.0 litri poi 2.4 litri
Due carrozzerie, due anime
La Fiat Dino nacque in due varianti distinte, affidate a due carrozzerie torinesi. La Spider a due posti, disegnata da Pininfarina, debuttò al Salone di Torino nel novembre 1966. La Coupé 2+2, presentata pochi mesi dopo al Salone di Ginevra del marzo 1967, portava la firma di Bertone: il progetto, abbozzato da Giorgetto Giugiaro, fu completato da Marcello Gandini.
- La Spider utilizza un passo più corto, pensato per un'impostazione più agile e sportiva
- La Coupé monta un passo più lungo di circa 270 mm, funzionale ai due posti posteriori aggiuntivi
Potenza massima
160-180 CV
Il cuore V6 Ferrari: dalla 2000 alla 2400
La prima serie, la Dino 2000, montava il V6 da 1.987 cm³ capace di 160 CV, abbinato a un cambio manuale a 5 marce e a una sospensione posteriore ad assale rigido con balestre.
Nel 1969 arrivò la Dino 2400, con cilindrata portata a 2.418 cm³ e potenza salita a 180 CV. Il nuovo motore, con basamento in ghisa al posto dell'alluminio, fu abbinato a una sospensione posteriore a ruote indipendenti e a un cambio ZF, entrambi derivati dalla berlina Fiat 130, per una guida più equilibrata e moderna rispetto alla prima serie.
Anni di produzione
1966-1973
Dalla fabbrica di Maranello alla leggenda
Dal dicembre 1969 la produzione della Dino 2400 si trasferì nello stabilimento Ferrari di Maranello, dove la vettura fu assemblata parallelamente alla Ferrari 246 GT, sancendo simbolicamente la vicinanza tra i due marchi. La Fiat Dino non fu quasi mai impiegata nelle competizioni ufficiali, salvo una partecipazione alla 24 Ore di Le Mans del 1968, conclusa al diciottesimo posto assoluto.
L'esperienza tecnica maturata con il progetto Dino, in particolare sul fronte del motore V6 e del telaio, influenzò anche lo sviluppo di altre vetture sportive italiane dell'epoca. Oggi la Fiat Dino è considerata una delle Fiat più ambite dal collezionismo, apprezzata per l'unicità di essere una vettura di serie con un cuore progettato da Ferrari.

