La prima Campagnola: nata per l'esercito, adottata da tutti
La Campagnola originale, poi indicata anche come 1101/1102, monta un quattro cilindri a benzina da 1.901 cc derivato dalle berline 1400/1900, depotenziato fino a 53 CV per renderlo più affidabile in condizioni gravose; nelle serie successive la potenza sale fino a 63 CV. Dal 1953 si affianca una versione diesel della stessa cilindrata, apprezzata per i consumi contenuti. Il passo compatto, di circa 2,3 metri, insieme alle sospensioni anteriori indipendenti e al ponte rigido posteriore, garantisce una mobilità fuoristrada di riferimento per l'epoca.
Le versioni militari prendono le sigle AR51, AR55 (1955) e AR59 (1959), mentre la denominazione civile resta semplicemente Campagnola. Nel 1969 arriva un ulteriore aggiornamento con il modello 1102C e un nuovo propulsore. La produzione della prima serie si chiude nel 1973 dopo circa 40.000 esemplari, un quinto dei quali con motore diesel, utilizzati da esercito, forze dell'ordine e numerose aziende pubbliche italiane.
- Motore benzina 1.901 cc, da 48 a 63 CV a seconda della versione
- Motore diesel 1.901 cc, introdotto nel 1953
- Passo di circa 2,3 metri, lunghezza intorno ai 3,78 metri
- Velocità massima oltre 110 km/h per la versione a benzina
Anni di produzione
1951-1986 (due generazioni)
Il record africano del 1951
Pochi mesi dopo la presentazione, nel dicembre 1951, i piloti Paolo Butti e Domenico Racca affrontano un viaggio di andata e ritorno tra Algeri e Città del Capo a bordo di una Campagnola, completando il percorso in 11 giorni, 4 ore e 54 minuti. Il record, mai eguagliato, contribuisce a costruire la reputazione del mezzo come fuoristrada capace di reggere condizioni estreme lontano dall'assistenza e dalle strade asfaltate.
Motori diesel
1.9 (prima serie), 2.4 Sofim (dal 1979)
La Nuova Campagnola: la rivoluzione del 1974
Presentata al salone di Belgrado nel maggio 1974 e messa in vendita da luglio dello stesso anno nella versione torpedo a sette posti, la Nuova Campagnola abbandona il telaio separato per una scocca portante, con due longheroni saldati al fondo. Le sospensioni diventano indipendenti su tutte e quattro le ruote, con barre di torsione, mentre i differenziali autobloccanti ZF migliorano la trazione sia all'anteriore sia al posteriore. Il motore è un quattro cilindri a benzina da 1.995 cc derivato dalla Fiat 132, da 80 CV, abbinato al cambio a quattro marce della Fiat 124 con riduttore separato.
Nel 1976 debutta la versione militare AR76, insieme a una variante allungata di 25 cm e a un modello con tetto rigido. Il cambiamento più importante arriva nel 1979, quando viene introdotto il motore diesel Sofim da 2.445 cc e 72 CV, accompagnato da cambio a cinque marce, servosterzo e servofreno: la versione a gasolio diventa rapidamente la più richiesta, arrivando a circa il 70% della produzione. La Nuova Campagnola può inoltre guadare fino a 70 cm d'acqua grazie al vano motore rialzato e al serbatoio da 57 litri posizionato in posizione protetta.
Un mezzo istituzionale, dall'esercito alla papamobile
La Nuova Campagnola viene adottata da Esercito, Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco, ma anche declinata in versioni speciali come ambulanze allestite da Boneschi e vetture blindate per la scorta delle autorità. Nel 1980, durante una visita a Torino, un esemplare viene donato a Papa Giovanni Paolo II e utilizzato come papamobile: proprio a bordo di questa vettura il Pontefice si trovava durante l'attentato del 1981 in Piazza San Pietro. Il fuoristrada Fiat partecipa anche a competizioni internazionali come la Parigi-Dakar e il Rally dei Faraoni, senza però ottenere vittorie di rilievo. La produzione si chiude nel 1986 dopo circa 45.000 esemplari, senza un erede diretto: solo nel 2008 l'Iveco Massif ne raccoglierà idealmente l'eredità.
Comprare oggi una Fiat Campagnola
Chi cerca una Campagnola usata deve mettere in conto un'auto pensata per il fuoristrada e non per l'uso quotidiano su asfalto: su strada emerge la natura rustica del mezzo, con guida lenta, sterzo impreciso e cambio poco rapido, oltre a sospensioni molto dure sulla prima serie. In compenso, la meccanica semplice regge bene il tempo se ben mantenuta.
- Controllare lo stato della carrozzeria, spesso soggetta a ruggine
- Verificare impianto elettrico, trasmissione e giunti, punti critici tipici di un mezzo d'epoca molto sollecitato
- Valutare la disponibilità dei ricambi, non sempre semplice da reperire per una vettura fuori produzione da decenni
- Preferire, per un uso più versatile, un esemplare di Nuova Campagnola rispetto alla prima serie


