Il progetto e il design
La Barchetta nasce come risposta italiana al ritorno di moda delle spider compatte a due posti, un segmento in cui negli stessi anni si muovevano anche altri costruttori generalisti. Il nome, che in italiano indica una piccola imbarcazione scoperta, riprende anche una tipologia di carrozzeria storica delle corse sportive del dopoguerra.
- Design firmato da Andreas Zapatinas, con la supervisione dello stile di Peter Davis
- Linee tese, muso corto e coda arrotondata ispirate alle barchette da competizione anni '50
- Capote in tela ripiegabile a mano, senza automatismi elettrici
Potenza massima
130 CV a 6.300 giri/min
Motore e meccanica
Per tutta la carriera commerciale la Barchetta ha montato un solo propulsore: il quattro cilindri 1.8 16 valvole della famiglia Pratola Serra, capace di 130 CV a 6.300 giri e circa 158-164 Nm di coppia a 4.300 giri. La potenza viene scaricata a terra sulle ruote anteriori tramite un cambio manuale a cinque marce.
Il propulsore è lo stesso poi impiegato, in versioni derivate, su altri modelli Fiat dell'epoca come la Coupé e la Punto HGT, a conferma dell'impostazione volutamente semplice e poco costosa da mantenere della vettura.
Velocità massima
Oltre 200 km/h
Il restyling del 2003
Dopo il fermo produttivo legato al fallimento della Maggiora, la Barchetta torna in listino nel 2003 con un aggiornamento estetico curato da Tom Tjaarda.
- Paraurti più avvolgenti e gruppi ottici anteriori e posteriori ridisegnati, dal taglio più spigoloso
- Cerchi in lega da 16 pollici su alcuni allestimenti, con pneumatici 195/45 R16 al posto dei 195/55 R15 di prima serie
- Nuova gamma di colori con tinte metallizzate e alcuni ritocchi agli interni
Le ultime circa duemila unità, realizzate poco prima della fine della produzione nel 2005, sono identificate dal mercato del collezionismo come serie finale MY 2003.
Anni di produzione
1995-2005
La Barchetta sul mercato dell'usato
Trattandosi ormai di un'auto con oltre vent'anni sulle spalle, chi valuta l'acquisto di una Barchetta usata deve mettere in conto una manutenzione più attenta rispetto a un'auto moderna. I punti da controllare con più attenzione riguardano il variatore di fase del motore, soggetto a usura, la tenuta delle guarnizioni della capote (possibili infiltrazioni d'acqua) e lo stato della cinghia di distribuzione, da sostituire periodicamente.
Dal punto di vista strutturale e meccanico generale, invece, il quattro cilindri Pratola Serra è considerato un'unità robusta, mentre i problemi più diffusi restano legati alla qualità di rifiniture, guarnizioni e componenti d'usura tipici di un'auto di questa età.







