Il debutto della motorizzazione di massa
La Balilla debutta al Salone di Milano il 12 aprile 1932 e arriva in concessionaria il 17 luglio dello stesso anno, a un prezzo di listino di circa 10.800 lire, quasi la metà di quanto costava la Fiat 509 che va a sostituire. Il progetto nasce sotto la guida di Tranquillo Zerbi e vede il contributo di Antonio Fessia, Bartolomeo Nebbia e di un giovane Dante Giacosa, che di lì a pochi anni diventerà il progettista più influente di Fiat.
Il successo commerciale è immediato: la vettura viene costruita nello stabilimento del Lingotto e, complice il prezzo contenuto e i costi di esercizio ridotti, diventa in pochi anni la vettura più diffusa sulle strade italiane, aprendo la strada a una generazione di automobilisti che prima non avrebbero potuto permettersi un'auto propria.
Potenza
Da 20 a 36 CV a seconda della versione
Motori e meccanica: dalla 508A alla 508C
La prima serie, la 508A, monta un quattro cilindri in linea di 995 cm³ con valvole laterali, da 20 CV a 3.400 giri, abbinato a un cambio a tre marce non sincronizzate: la velocità massima dichiarata si ferma a 80 km/h.
Nel 1934 arriva la 508B, riconoscibile per la carrozzeria leggermente più aerodinamica e per il cambio a quattro marce con terza e quarta sincronizzate; la potenza sale a 24 CV e la velocità massima a 85 km/h. Il salto più netto arriva nel 1937 con la 508C, ribattezzata "Nuova Balilla 1100": il motore cresce a 1.089 cm³ e 32 CV, le sospensioni anteriori diventano indipendenti e la velocità massima sfiora i 110 km/h.
- 508A (1932-1934): 995 cm³, 20 CV, cambio a 3 marce
- 508B (1934-1937): 995 cm³, 24 CV, cambio a 4 marce
- 508C (1937-1939): 1.089 cm³, 32 CV, sospensioni anteriori indipendenti
Velocità massima
Da 80 a 110 km/h a seconda della versione
Le tante carrozzerie della Balilla
Oltre alla berlina a due o quattro porte, la gamma Balilla comprende spider, torpedo, versioni coloniali pensate per climi caldi, furgoncini commerciali e la berlinetta realizzata per la Mille Miglia. La variante sportiva, la 508S, sviluppa inizialmente 30 CV a 4.000 giri e supera i 100 km/h, per poi arrivare a 36 CV con gli affinamenti successivi.
La diffusione del modello va oltre i confini italiani: la Balilla viene costruita su licenza in Francia dalla Simca, in Germania come Fiat-NSU, in Polonia come Polski Fiat 508 e in Cecoslovacchia come Walter Junior, contribuendo a portare oltre le 140.000 unità la produzione complessiva.
Anni di produzione
1932-1937 (evoluta nella 508C fino al 1939)
Eredità e collezionismo
Prodotta fino al 1937 nelle versioni 508A e 508B, mentre la 508C proseguirà fino al 1939, anno in cui lascerà il posto alla Fiat 1100, la Balilla resta uno dei modelli più rappresentativi della storia Fiat: la vettura che ha reso l'automobile un bene raggiungibile per un numero crescente di famiglie italiane.
Oggi la Balilla è un'auto d'epoca ricercata dai collezionisti, con un mercato che premia in particolare gli esemplari con carrozzeria sportiva o con documentata storia sportiva; il valore di un esemplare dipende molto dallo stato di conservazione, dalla completezza delle parti originali e dalla versione.
