Design ed evoluzione nel tempo
La 500C nasce come naturale completamento della gamma 500 lanciata nel 2007, riprendendo la stessa filosofia stilistica della hatchback ma aggiungendo la capote in tela come richiamo diretto alla Nuova 500 del 1957. Il tetto non è una capote classica ma un elemento che scorre elettricamente sui montanti strutturali della vettura, permettendo di aprirla anche a velocità sostenuta.
- Debutto al Salone di Ginevra nel marzo 2009
- Restyling nel 2015-2016 con nuovi paraurti e proiettori a LED
- Passaggio alla piattaforma elettrica con la terza generazione dal 2020
Bagagliaio
Circa 182-195 litri, fino a 530-600 litri a sedili abbattuti
Motorizzazioni disponibili
Nel corso della sua carriera commerciale la 500C ha proposto una gamma motori molto ampia, capace di coprire esigenze diverse:
- Benzina: 1.2 Fire da 69 CV, 1.4 Fire 16V da 100 CV, 0.9 TwinAir turbo da 85 a 105 CV
- Diesel: 1.3 Multijet da 75 a 95 CV
- Ibrido leggero: 1.0 Hybrid FireFly da 70 CV con piccolo motore elettrico di supporto
- Elettrico puro: sulla terza generazione, con batterie da 23,8 kWh (95 CV) o 42 kWh (118 CV)
Le versioni ibride ed elettriche privilegiano consumi contenuti ed emissioni ridotte, mentre il 1.3 Multijet resta il riferimento per chi cerca un buon compromesso tra brio e percorrenza.
Anni di produzione
2009-2024 (versione termica); dal 2020 anche in versione elettrica
Guida, comfort e vita di tutti i giorni
Alla guida la 500C conferma le doti della hatchback: sterzo diretto, assetto agile in città e sospensioni capaci di assorbire bene le buche. Con il tetto chiuso l'abitacolo risulta ben isolato dai rumori, mentre a velocità autostradali il fruscio dell'aria aumenta sensibilmente a capote aperta. Il vero limite riguarda lo spazio posteriore, pensato per due occasionali passeggeri più che per un uso familiare, e la visibilità posteriore, che si riduce quando il tetto è completamente ripiegato.
Mercato dell'usato e affidabilità
La 500C è un modello molto diffuso sul mercato dell'usato e tende a mantenere bene il proprio valore nel tempo. Tra i motori, il 1.2 aspirato viene generalmente considerato il più robusto, mentre il bicilindrico TwinAir ha mostrato in alcuni casi problemi alle bobine di accensione e alla valvola wastegate del turbo. Anche il volano bimassa, soprattutto su TwinAir e 1.3 Multijet, è un componente da verificare con attenzione in fase di acquisto, così come lo stato della capote in tela, che su esemplari più vecchi può presentare infiltrazioni.
- Motore 1.2: generalmente il più affidabile
- TwinAir: attenzione a bobine e valvola wastegate
- Volano bimassa: verificarne le condizioni sugli esemplari diesel e TwinAir
- Capote in tela: controllare tenuta e presenza di infiltrazioni







