Nascita e contesto
La Fiat 238 debutta nel 1967 come naturale evoluzione del Fiat 1100T, inserendosi nel listino dei veicoli commerciali leggeri della casa torinese in un periodo di forte espansione del mercato dei furgoni in Italia. Per la meccanica, Fiat attinge alla piattaforma dell'Autobianchi Primula, la prima vettura di serie del gruppo con motore anteriore trasversale e trazione anteriore: una soluzione tecnica non comune per un furgone dell'epoca, che permette di ottenere un pianale di carico ribassato e completamente piatto.
Il risultato è un mezzo compatto ma sorprendentemente capiente, capace di ritagliarsi uno spazio importante tra i piccoli furgoncini e i veicoli commerciali di taglia superiore.
Motore
Benzina 1.197-1.438 cc
Motori e meccanica
Nel corso dei sedici anni di carriera la gamma motori della Fiat 238 si evolve più volte. La prima serie, tra il 1967 e il 1968, monta un 1.221 cc benzina da 43 CV, sostituito l'anno seguente da un più diffuso 1.197 cc da 44 CV mutuato dalla Fiat 124. In alternativa è disponibile anche un 1.438 cc da 46 CV, sempre di derivazione 124, che nel 1975 viene aggiornato a 52 CV; per alcune versioni è prevista anche l'alimentazione a GPL.
Con questi propulsori la 238 raggiunge una velocità massima dichiarata di circa 105 km/h: numeri modesti per gli standard odierni, ma coerenti con la vocazione da lavoro del mezzo, che a pieno carico può sfiorare le 2,3 tonnellate trasportando fino a una tonnellata di merce in un vano di circa 6,5 metri cubi.
Potenza
43-52 CV
Le tante carrozzerie e versioni
Il vero punto di forza della Fiat 238 è la sua versatilità. Fin dal lancio è proposta in configurazione furgone, autocarro, cabinato, minibus e ambulanza, mentre nel corso della produzione si aggiungono varianti scuolabus e conversioni camper realizzate da carrozzieri specializzati, agevolate proprio dal pianale piatto ereditato dalla trazione anteriore.
Nel 1977 la gamma viene aggiornata con un restyling che introduce una nuova mascherina in plastica e con l'arrivo della versione 238 E Panorama, pensata per il trasporto passeggeri con un allestimento più curato. In parallelo, dal 1974, la 238 convive in listino con la Fiat 242, il nuovo furgone Fiat con motorizzazioni più grandi e disponibile anche a gasolio, senza però sostituirla immediatamente.
Velocità massima
Circa 105 km/h
Fine carriera ed eredità
La Fiat 238 resta in produzione fino al 1983, quando il testimone passa al Fiat Ducato, il furgone che segna il passaggio della Casa torinese a una generazione di veicoli commerciali più moderna e internazionale. Nel corso della sua carriera la 238 viene realizzata in circa 500.000 esemplari complessivi, venduti anche fuori dai confini italiani, ad esempio in Germania.
Oggi il mezzo è apprezzato dagli appassionati di veicoli storici per la meccanica semplice, la robustezza e la facilità di manutenzione, caratteristiche che ne fanno un pezzo ricercato per raduni, restauri e utilizzi promozionali.









