Una rivoluzione meccanica per Fiat
Con la 128 Fiat abbandona per la prima volta su un'auto di serie lo schema classico a motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, adottando un propulsore trasversale abbinato al cambio in linea e alla trazione sulle ruote anteriori. La soluzione, sperimentata in precedenza sull'Autobianchi Primula, permette di liberare spazio all'interno dell'abitacolo grazie a un pianale piatto privo di tunnel di trasmissione.
Le sospensioni sono indipendenti su tutte e quattro le ruote, con schema McPherson all'anteriore e balestra trasversale al posteriore, mentre lo sterzo è a cremagliera. Un impianto frenante misto, a disco sulle ruote anteriori e a tamburo su quelle posteriori, completa una meccanica moderna per l'epoca.
L'impatto tecnico della 128 va oltre i confini di Fiat: secondo quanto raccontato dallo stesso Giorgetto Giugiaro, gli ingegneri Volkswagen smontarono completamente una 128 come riferimento per lo sviluppo della prima Golf.
Motorizzazioni
Benzina 1.1 e 1.3 (1116-1290 cc)
Motori e versioni
Al debutto la 128 monta un quattro cilindri di 1.116 cm³ da 55 CV, raffreddato ad acqua e con distribuzione a cinghia dentata e albero a camme in testa. A questo si affianca successivamente un'unità di 1.290 cm³, ottenuta aumentando l'alesaggio dei pistoni, montata sulle versioni Special.
- 128 Berlina, disponibile in versione a 2 o 4 porte fin dal lancio
- 128 Familiare, la versione station wagon introdotta nell'autunno 1969
- 128 Rally, presentata nel 1971 con il motore 1.290 cm³ portato a 67 CV
- 128 Sport Coupé, coupé a 2 porte lanciata nel 1971 con motori 1.100 da 64 CV o 1.300 da 75 CV
- 128 3P, evoluzione a tre porte della coupé introdotta dal 1975
Il cambio è manuale a 4 marce sincronizzate più retromarcia su tutta la gamma.
Potenza
Da 55 a 75 CV
Le serie e il restyling nel tempo
Nel corso dei suoi anni di carriera la 128 viene aggiornata più volte pur mantenendo l'impostazione originaria. La prima serie, prodotta dal 1969 al 1972, presenta uno stile essenziale e squadrato. Il primo restyling, tra il 1972 e il 1976, introduce una calandra rivista, nuovi paraurti e gruppi ottici posteriori aggiornati, oltre alla disponibilità del motore 1.3.
L'ultimo aggiornamento, applicato dal 1976 fino alla fine della produzione nel 1985, porta paraurti in resina elastica, fari anteriori di forma squadrata, una plancia rinnovata e un rapporto finale più lungo pensato per ridurre i consumi.
Produzione totale
Oltre 3 milioni di unità
La 128 nel mondo e nel motorsport
Il successo della 128 travalica i confini italiani: il modello viene prodotto su licenza in diversi paesi, dalla Zastava jugoslava, che ne trae la propria 101/128 realizzandone oltre un milione di esemplari, alla SEAT spagnola con la 128 3P, fino a Fiat Concord in Argentina, dove nasce anche la variante a 5 porte Rural, e alla Nasr egiziana.
In ambito sportivo la leggerezza e la trazione anteriore rendono la 128 particolarmente efficace nei rally e nelle gare in salita, garantendole una lunga carriera agonistica che prosegue ancora oggi nelle competizioni per auto storiche.
Anni di produzione
1969-1985
La Fiat 128 oggi tra i collezionisti
Complice la sua diffusione, la 128 resta una delle auto d'epoca italiane più accessibili per chi vuole avvicinarsi al mondo del collezionismo, con una discreta reperibilità di ricambi rispetto ad altre coetanee. Il punto di attenzione principale in fase di acquisto resta la corrosione, un problema comune alle vetture italiane di quella generazione: è quindi opportuno controllare con cura i punti critici della scocca e verificare l'originalità degli esemplari, sempre più rari da trovare non modificati.

