Nascita e stile: una coupé disegnata in casa Fiat
Diversamente dalla Spider 124, affidata a Pininfarina, la versione Coupé nasce interamente all'interno di Fiat. Il progetto stilistico porta la firma di Mario Boano, allora a capo del Centro Stile Fiat, coadiuvato dal figlio Paolo. Il risultato è una tre volumi 2 porte dalle proporzioni equilibrate, con un abitacolo 2+2 che condivide pianale, passo e gran parte della meccanica con la berlina 124.
Il cuore della vettura è il quattro cilindri bialbero progettato da Aurelio Lampredi, ingegnere con un passato in Ferrari: un motore in lega leggera e ghisa che, oltre alle prestazioni brillanti per la categoria, ha il merito storico di essere stato il primo propulsore di serie a utilizzare una cinghia dentata per la distribuzione al posto della più tradizionale catena.
Motori
4 cilindri bialbero benzina, 1.4-1.8 litri
Le tre serie: AC, BC e CC
Nel corso di otto anni la 124 Coupé viene aggiornata tre volte, con modifiche a motori, allestimenti e dettagli estetici, mantenendo però un'impostazione meccanica coerente basata su trazione posteriore, sospensioni anteriori a ruote indipendenti e freni a disco su tutte e quattro le ruote.
- Serie AC (1967-1969): la prima serie, motore 1.438 cc da 90 CV, cambio a quattro marce con il cinquemarce disponibile come optional.
- Serie BC (1969-1972): presentata nel 1969 con frontale ridisegnato, adotta il nuovo motore 1.608 cc da circa 110 CV e il cambio a cinque marce di serie.
- Serie CC (1972-1975): ultima evoluzione, con motori derivati dalla Fiat 132 in due cilindrate, 1.592 cc e 1.756 cc, quest'ultimo da 118 CV, e finiture più curate, con interni in velluto e climatizzatore disponibile su richiesta.
Potenza
Da 90 a 118 CV
Fiat 124 Coupé oggi: il mercato dell'usato
Complessivamente vengono realizzati circa 310.000 esemplari tra le tre serie, contando anche la produzione su licenza realizzata in Spagna con il marchio SEAT. Oggi la 124 Coupé è un'auto d'epoca ricercata dagli appassionati, con quotazioni che variano sensibilmente in base alla serie e allo stato di conservazione: gli esemplari della prima serie AC, più rari e ricercati, raggiungono le valutazioni più alte, mentre le serie BC e CC successive si trovano generalmente a cifre più contenute.
Tra i punti di forza riconosciuti dagli appassionati ci sono lo stile senza tempo e la piacevolezza di guida in un contesto rilassato, mentre i limiti principali restano l'abitabilità posteriore ridotta e prestazioni che, seppur discrete per l'epoca, non reggono il confronto con le coupé più sportive dello stesso periodo.
