Il debutto e il successo immediato
Quando la Fiat 124 Berlina debutta al Salone di Ginevra del marzo 1966, il mercato italiano è nel pieno del boom economico e cerca un'auto media capace di sostituire le ormai datate 1300 e 1500. La nuova arrivata convince da subito: linee pulite, un abitacolo più spazioso della media di categoria e un listino alla portata di un pubblico ampio.
Il riscontro commerciale è immediato, con i ritmi di produzione che salgono rapidamente nei primi mesi dal lancio. L'anno successivo la giuria internazionale della Car of the Year assegna alla 124 il titolo di Auto dell'Anno 1967: è il primo premio del genere conquistato da una vettura italiana.
- Debutto: Salone di Ginevra, marzo 1966
- Riconoscimento: Auto dell'Anno 1967
- Predecessori sostituiti: Fiat 1300 e Fiat 1500
Motori
Benzina 1.2-1.6, da 60 a 95 CV
Motori e meccanica: la firma di Lampredi
Sotto il cofano della 124 Berlina lavora un quattro cilindri di nuova concezione firmato dall'ingegnere Aurelio Lampredi, apprezzato per la robustezza e per la capacità di funzionare bene anche con carburanti di qualità non eccelsa. Nel corso della produzione la gamma motori si amplia progressivamente, accompagnando l'evoluzione della vettura verso allestimenti più ricchi e prestazionali.
Alla meccanica di base si affiancano soluzioni non scontate per il segmento dell'epoca, come i freni a disco su tutte e quattro le ruote e, dal 1968, una sospensione posteriore a cinque bracci in sostituzione dello schema più semplice della prima serie.
- 1.2 a carburatore, 60 CV (poi 65 CV dal 1972)
- 1.4 Special a carburatore doppio corpo, 70 CV (poi 75 CV)
- 1.4 Special T a doppio albero a camme, 80 CV
- 1.6 Special T a doppio albero a camme, 95 CV
Anni di produzione (Italia)
1966-1974
Da Torino al mondo: una piattaforma globale
La 124 non resta un progetto solo italiano. Già il 4 maggio 1966, nella sede storica Fiat a Torino, l'amministratore delegato Vittorio Valletta firma con il ministro sovietico dell'industria automobilistica un primo accordo per la costruzione su licenza della vettura in URSS, perfezionato con un protocollo definitivo firmato a Mosca il 15 agosto dello stesso anno. Nasce così, nello stabilimento di Togliatti, la VAZ-2101, meglio nota come Lada, che diventerà uno dei modelli più prodotti della storia dell'automobile.
L'architettura della 124 viene ripresa su licenza anche in altri paesi: in Spagna dalla SEAT, che ne produce oltre 890.000 esemplari fino al 1980, e in Turchia dalla neonata Tofaş, che realizza a Bursa la Murat 124.
- URSS: VAZ-2101 "Lada", stabilimento di Togliatti (dal 1970)
- Spagna: SEAT 124, oltre 890.000 unità (1968-1980)
- Turchia: Tofaş Murat 124, prodotta a Bursa dal 1971
Cambio
Manuale a 4 marce (5 marce su Special T dal 1972)
La 124 Berlina oggi: tra passione e mercato dell'usato
Uscita di produzione in Italia nel 1974, quando le subentra la Fiat 131, la Berlina 124 non ha mai raggiunto la notorietà collezionistica delle sue sorelle a due posti, la Sport Coupé e la Sport Spider disegnata da Pininfarina, che restano le versioni più ricercate dagli appassionati.
Questo la rende, nel complesso, una delle porte d'accesso più abbordabili al collezionismo Fiat degli anni Sessanta e Settanta: la meccanica resta relativamente semplice da mantenere, complice anche la lunga produzione della "cugina" Lada, che ha garantito per decenni la disponibilità di componenti meccanici derivati dallo stesso progetto. Più delicata, invece, la ricerca di alcuni elementi di carrozzeria specifici delle versioni successive, oggi meno diffusi sul mercato dei ricambi.









