Le origini del badge: dal pacchetto da corsa C3 alla C4 firmata Lotus
La storia della sigla ZR1 comincia in sordina nel 1970, quando compare come codice RPO all'interno del listino della Corvette C3: si tratta di un pacchetto pensato esclusivamente per l'uso agonistico, che abbina un V8 5.7 litri ad assetto e freni rinforzati, privo di optional di comfort come aria condizionata o servosterzo. La rarità del pacchetto, richiesto da appena una cinquantina di clienti in tre anni, ne fa oggi un pezzo da collezione.
La sigla torna protagonista nel 1990 con la Corvette C4 ZR-1, soprannominata «King of the Hill». Il cuore del progetto è il motore LT5, un V8 5.7 litri interamente in alluminio con doppio albero a camme in testa e 32 valvole, sviluppato in collaborazione con Lotus dopo che General Motors ne aveva acquisito il controllo. La C4 ZR-1 si distingue anche per un record di velocità su lunga distanza, con una media di oltre 175 mph mantenuta per 24 ore su un ovale di prova in Texas, a dimostrazione dell'affidabilità del propulsore anche sotto sforzo prolungato.
Motore top di gamma
V8 5.5 litri biturbo LT7 (C8)
Il ritorno della sigla: C6 e C7 ZR1
Dopo un'assenza di oltre un decennio, ZR1 riappare nel 2009 sulla Corvette C6. Questa volta il propulsore è il V8 LS9 6.2 litri sovralimentato da un compressore volumetrico Eaton, capace di 638 CV e 604 Nm di coppia, abbinato esclusivamente al cambio manuale Tremec a sei marce. È la prima Corvette di produzione regolare a superare i 200 mph di velocità massima, riconoscibile per la caratteristica finestra in policarbonato sul cofano che lascia intravedere il compressore.
Nel 2019, come variante esclusiva dell'ultimo anno di produzione della C7, torna la sigla ZR1 con il V8 LT5 6.2 litri sovralimentato da compressore volumetrico Eaton da 2.6 litri e iniezione diretta più indiretta combinata: la potenza sale a 755 CV e 715 lb-ft di coppia. È disponibile sia con cambio manuale a 7 rapporti sia con automatico a 8 rapporti, e monta di serie un pacchetto aerodinamico vistoso; l'opzionale ZTK aggiunge ala posteriore maggiorata, Gurney lip sul cofano, molle più rigide e pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2R per un utilizzo in pista ancora più spinto.
Potenza massima
1.064 CV a 7.000 giri/min
C8 ZR1: la rivoluzione del motore centrale
Con l'ottava generazione la Corvette abbandona lo schema classico a motore anteriore per adottare una disposizione a motore centrale-posteriore, e la ZR1 del 2025 eredita questa architettura portandola al suo apice. Il propulsore è il nuovo LT7, un V8 5.5 litri con albero a gomiti piatto (flat-plane) e doppio turbocompressore, capace di erogare 1.064 CV a 7.000 giri/min e 828 lb-ft (1.122 Nm) di coppia a 6.000 giri/min: si tratta del motore più potente mai installato su una Corvette di serie e del V8 più potente mai prodotto da un costruttore americano.
Abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 8 rapporti e alla sola trazione posteriore, il pacchetto consente un'accelerazione bruciante e una velocità massima certificata di 233 mph (375 km/h), raggiunta su un ovale ad alta velocità in Germania con al volante un dirigente General Motors. Sul piano aerodinamico, l'assetto di serie genera fino a 544 kg di carico verticale alla velocità massima, mentre il pacchetto opzionale ZTK innalza ulteriormente le prestazioni in pista.
Velocità massima
375 km/h (233 mph), record ufficiale su pista
Prezzi e collocazione di mercato
Negli Stati Uniti la Corvette C8 ZR1 debutta con un prezzo di partenza di 174.995 dollari per la coupé e 184.995 dollari per la variante hardtop cabriolet, una cifra che resta comunque molto competitiva se confrontata con supercar europee di prestazioni analoghe. Anche la generazione C7, con un listino che partiva da circa 120.900 dollari per la coupé, aveva mantenuto questa impostazione di prezzo aggressivo rispetto alla concorrenza.
In Europa e in Italia la ZR1 resta un modello di nicchia, importato privatamente o tramite pochi rivenditori specializzati: chi cerca un esemplare usato deve fare i conti con una disponibilità limitata, soprattutto per le generazioni più rare come la C4 e la C6, il cui numero di esemplari prodotti (rispettivamente circa 6.900 e 4.684 unità) ne ha fatto negli anni oggetto di quotazioni in crescita sul mercato del collezionismo.
