Il design: dalla Mako Shark II alla linea a bottiglia di Coca-Cola
La C3 nasce come traduzione stradale del concept Mako Shark II, con una carrozzeria lunga, bassa e scolpita che i fan hanno ribattezzato "Coke bottle" per la strizzatura della fiancata all'altezza delle portiere.
- Fari anteriori a scomparsa ad azionamento sottovuoto
- Tergicristalli nascosti sotto un cofano a filo carrozzeria
- Tettuccio T-top removibile sulla coupé, introdotto già dal 1968
- Paraurti cromati sostituiti da elementi in plastica colorata a partire dal 1973, per rispettare le nuove norme statunitensi sugli urti a bassa velocità
Nel 1978 arriva il cambiamento stilistico più netto del ciclo vitale della C3: il lunotto posteriore diventa un ampio vetro fisso in stile fastback, che migliora aerodinamica e capacità di carico. Due anni dopo, nel 1980, un nuovo pacchetto di paraurti e spoiler riduce ulteriormente il coefficiente di resistenza aerodinamica.
Motore
V8 benzina, da 5,4 a 7,4 litri
Motori e prestazioni: dai big block ai motori strozzati dalle normative
Nella prima parte della carriera la C3 offre una delle gamme motori più ricche mai viste su una Corvette: accanto ai V8 small block da 5,4 e 5,7 litri, fino al 1974 restano disponibili i possenti big block da 7,0 e 7,4 litri, capaci di superare i 400 CV nelle versioni più spinte.
Dalla metà degli anni Settanta, l'introduzione delle marmitte catalitiche, della benzina senza piombo e di normative sulle emissioni sempre più stringenti riduce drasticamente le potenze dichiarate, anche a causa del passaggio al nuovo standard di misurazione SAE net. Il finale di carriera, nel 1982, porta invece una novità tecnica importante: l'iniezione elettronica Cross-Fire a corpo farfallato, abbinata per la prima volta a un cambio automatico a quattro marce con overdrive.
Carrozzeria
Coupé con T-top e Cabriolet (fino al 1975)
Le versioni speciali: da ZL1 e ZR1 alle edizioni da collezione
La lunga vita della C3 ha generato alcune varianti diventate leggendarie tra i collezionisti.
- ZL1 (1969): rarissimo big block tutto in alluminio, prodotto in appena 2-3 esemplari
- ZR1 e ZR2 (1970-1972): pacchetti da competizione basati sui motori LT1 e LS6, allestiti in poche decine di unità
- Indy 500 Pace Car (1978): replica in livrea nero-argento realizzata in 6.502 esemplari per il 25° anniversario del modello
- Collector Edition (1982): ultima serie della C3, la prima Corvette con portellone posteriore apribile, prodotta in 6.759 unità
Anni di produzione
1968-1982
Il mercato dell'usato: cosa sapere prima di acquistarla
La fibra di vetro della carrozzeria mette al riparo la C3 dalla ruggine superficiale, ma non è esente da problemi: crepe, screpolature della vernice e riparazioni maldestre da controllare con attenzione, specie sugli archi passaruota. Il telaio in acciaio sottostante, invece, può arrugginirsi in profondità, in particolare su montanti e punti di ancoraggio delle sospensioni.
La disponibilità di ricambi meccanici ed estetici è generalmente buona, sostenuta da una community internazionale molto attiva, ma la qualità costruttiva di alcuni esemplari di fine anni Settanta e inizio Ottanta era altalenante rispetto ai primi anni della gamma. Prima di un acquisto è sempre consigliabile una verifica da parte di un esperto, soprattutto per le versioni più rare e quindi più soggette a contraffazioni o rimaneggiamenti.
