Scheda modello

Corvette C2

La Corvette C2, prodotta dal 1962 al 1967, è la seconda generazione della sportiva americana e la prima a portare il nome Sting Ray: linee scolpite, sospensione posteriore indipendente e motori V8 sempre più potenti la resero una vera rivale delle sportive europee.

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Perché sì

  • Design scultoreo e riconoscibile, tra i più influenti nella storia Chevrolet
  • Prima Corvette con sospensione posteriore indipendente, per un comportamento stradale nettamente superiore alla generazione precedente
  • Ampia gamma di motori V8, dai propulsori 327 cu in fino ai possenti big block 396 e 427 cu in
  • Modello ormai da collezione, con quotazioni in costante crescita per gli esemplari originali e ben documentati
  • La coupé 1963 con lunotto posteriore diviso (split-window) è un pezzo unico nella storia del marchio

Da valutare

  • Il telaio in acciaio è soggetto a ruggine nel tempo, in particolare dietro i sedili, intorno ai passaruota posteriori e sulla traversa del cambio
  • Fino al 1964 montava freni a tamburo su tutte le ruote, meno efficaci rispetto ai dischi introdotti solo dal 1965
  • Il lunotto posteriore diviso della coupé 1963 limita la visibilità posteriore
  • La produzione in fibra di vetro dell'epoca comporta qualità costruttiva non sempre omogenea tra un esemplare e l'altro
  • Reperire ricambi originali e componenti certificati per un restauro fedele può essere costoso e complesso

In sintesi

Segmento
Sportiva due posti
Carrozzeria
Coupé fastback, cabriolet
Anni di produzione
1962-1967 (modelli 1963-1967)
Passo
2.489 mm
Lunghezza
4.554 mm
Peso a vuoto
circa 1.525 kg
Motori
V8 da 5,4 a 7,0 litri (327-427 cu in)
Cambio
Manuale a 3 o 4 marce, automatico Powerglide a 2 rapporti
Unità prodotte
117.964
Stabilimento
Saint Louis, Missouri

Quando debutta per l'anno modello 1963, la Corvette cambia pelle in modo radicale. Lo stile, firmato da Larry Shinoda sotto la direzione di Bill Mitchell, nasce dall'incontro tra il progetto sperimentale Q Corvette e la fascinazione di Mitchell per uno squalo mako pescato personalmente, da cui deriva la carrozzeria scolpita che ispira il nome Sting Ray. Per la prima volta la forma della vettura viene affinata anche in galleria del vento, mentre la struttura centrale guadagna quasi il doppio dell'acciaio di rinforzo rispetto alla generazione precedente, pur mantenendo i pannelli esterni in fibra di vetro. La novità meccanica più importante è la sospensione posteriore indipendente, che sostituisce il ponte rigido e migliora sensibilmente tenuta di strada e comfort. Prodotta a Saint Louis, nel Missouri, la C2 resta in listino fino al 1967, quando lascia il posto alla terza generazione.

Il debutto della Sting Ray

Con la C2 la Corvette abbandona le forme più morbide della prima generazione per una carrozzeria scolpita, tesa e aggressiva, disegnata da Larry Shinoda sotto la supervisione di Bill Mitchell. Il progetto raccoglie l'eredità della concept Q Corvette e prende il nome Sting Ray, ispirato alla linea dorsale di uno squalo.

  • Per la prima volta lo stile viene ottimizzato anche in galleria del vento
  • La struttura centrale riceve un notevole rinforzo in acciaio rispetto alla C1
  • La coupé del solo 1963 monta l'iconico lunotto posteriore diviso, poi abbandonato dal 1964

Motori

V8 da 5,4 a 7,0 litri (327-427 cu in)

Meccanica: la svolta della sospensione indipendente

La novità tecnica più rilevante della C2 riguarda il retrotreno: per la prima volta la Corvette adotta una sospensione posteriore indipendente, derivata dagli studi sperimentali della CERV I, che sostituisce il tradizionale ponte rigido.

  • Anteriore a doppio triangolo con molle elicoidali
  • Posteriore indipendente con molla trasversale
  • Freni a tamburo su tutte e quattro le ruote fino al 1964, sostituiti dai dischi dal 1965

Anni di produzione

1962-1967 (modelli 1963-1967)

I motori: dai piccoli block ai big block

Nel corso dei cinque anni di produzione la gamma motori si amplia costantemente. Si parte dai V8 327 cu in (5,4 litri), disponibili in numerose configurazioni di potenza, fino all'arrivo dei più corposi big block.

  • V8 327 cu in con potenze comprese tra 250 e 375 CV, con punte ottenute grazie all'iniezione meccanica Rochester
  • Dal 1965 debutta il big block 396 cu in (6,5 litri) da 425 CV
  • Dal 1966 arriva il 427 cu in (7,0 litri), disponibile fino alla rarissima variante da competizione L88

Le versioni speciali: Z06, Grand Sport e L88

Accanto alla produzione di serie, la C2 vede nascere alcune varianti diventate leggendarie tra i collezionisti.

  • Il pacchetto Z06 del 1963, pensato per l'uso in pista, fu montato su appena 199 esemplari
  • La Grand Sport, un progetto di 5 coupé e cabriolet alleggerite pensate per le competizioni, venne cancellata dai vertici General Motors dopo la costruzione dei soli prototipi
  • La rarissima L88 del 1967, con appena 20 unità prodotte, richiedeva benzina ad alto numero di ottani ed erogava prestazioni ben superiori alla potenza dichiarata

La Corvette C2 oggi: un'icona da collezione

A distanza di decenni, la C2 è tra le Corvette più ricercate dal mercato del collezionismo. La coupé 1963 con lunotto diviso, prodotta in appena 10.954 esemplari, è considerata la più desiderabile dell'intera generazione, mentre le varianti più potenti e rare, come la L88, raggiungono valutazioni molto elevate quando accompagnate da documentazione originale e numeri di matricola corrispondenti.

Le generazioni della C2

  • 1963 — Anno di debutto della C2 con la coupé Sting Ray dal caratteristico lunotto posteriore diviso, prodotta in questa unica versione per un solo anno; motori 327 cu in fino a 360 CV con iniezione.
  • 1964 — Il lunotto posteriore torna a essere unico, vengono eliminate le finte prese d'aria sul cofano; la potenza massima del 327 cu in sale a 375 CV.
  • 1965 — Debutta il big block 396 cu in da 425 CV, i freni a disco diventano disponibili su tutte e quattro le ruote e viene introdotto il piantone dello sterzo telescopico.
  • 1966 — Arriva il nuovo big block 427 cu in, il più grande mai montato su questa generazione, con griglia anteriore e cofano rivisti.
  • 1967 — Ultimo anno della C2 prima del passaggio alla C3: nuove finiture con cinque feritoie sui parafanghi, freno a mano riposizionato tra i sedili e debutto della rarissima L88.

Domande frequenti sulla C2

Perché la Corvette C2 viene chiamata Sting Ray?

Il nome fu scelto dallo stilista Bill Mitchell, che si ispirò alle forme di uno squalo mako pescato personalmente, richiamate nella linea dorsale e nel muso scolpito della carrozzeria.

Quali motori montava la Corvette C2?

La gamma comprendeva V8 327 cu in (5,4 litri) da 250 a 375 CV, seguiti dal 1965 dal big block 396 cu in da 425 CV e dal 1966 dal 427 cu in, disponibile fino alla rarissima versione da competizione L88.

Cos'è la Corvette Split-Window?

È la coupé del 1963, l'unico anno in cui la C2 montò un lunotto posteriore diviso in due parti da una barra centrale: una scelta stilistica abbandonata già l'anno successivo per motivi di visibilità, che oggi la rende l'esemplare più ricercato dai collezionisti.

Quali sono i problemi più comuni su una Corvette C2 usata?

Il punto debole principale è il telaio in acciaio, soggetto a ruggine soprattutto dietro i sedili, intorno ai passaruota posteriori e sulla traversa del cambio; è quindi fondamentale controllarne lo stato prima dell'acquisto di un esemplare d'epoca.

Quante Corvette C2 sono state prodotte in totale?

Tra il 1963 e il 1967 ne sono state realizzate complessivamente 117.964, con una produzione annuale in crescita quasi costante fino al 1966.

Fonti

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