Dalla Gran Sport alla 202 B: cosa cambia
La Cisitalia 202 nasce nel 1947 come Gran Sport a due posti, con una carrozzeria firmata Pinin Farina che anticipa linee poi diventate un riferimento per il gran turismo italiano del dopoguerra. Il salto alla versione B avviene a partire dal telaio numero 130, quando la Casa torinese decide di rendere la vettura più pratica e vendibile.
Le modifiche principali riguardano:
- la calandra, che passa da una griglia di sottili lamelle in alluminio a un disegno più semplice in ottone cromato;
- il parabrezza, non più piatto e sdoppiato ma curvo e in un unico pezzo;
- il cofano motore, incernierato anteriormente al posto del complesso sistema a doppia apertura laterale;
- il vano posteriore, ora accessibile dall'esterno grazie a un portello più ampio;
- l'abitacolo, ampliato per ospitare fino a quattro persone contro le due della Gran Sport originaria.
Potenza
Circa 60 CV
Motore e meccanica
Il cuore della 202 B resta il 4 cilindri in linea di 1.089 cm³ derivato dal blocco Fiat 1100, di cui Cisitalia conserva sostanzialmente basamento e testata prima di intervenire su distribuzione e alimentazione. Sulla B l'adozione di un carburatore doppio corpo porta la potenza a circa 60 CV, contro i 50-55 CV della prima serie, per una velocità massima che le fonti indicano intorno ai 160 km/h.
La vera innovazione, comune a tutta la gamma 202, resta però il telaio: una struttura tubolare in acciaio al cromo-molibdeno derivata dall'esperienza aeronautica, mai utilizzata prima su una vettura di serie destinata alla strada. Su questa base la carrozzeria in lega leggera viene modellata a mano, seguendo linee morbide che riducono l'ingombro frontale e migliorano la penetrazione aerodinamica.
Velocità massima
Circa 160 km/h
Le carrozzerie: Pinin Farina, Stabilimenti Farina e Vignale
Se il disegno originale della berlinetta porta la firma di Pinin Farina, la produzione della 202 B coinvolge anche altri due grandi nomi della carrozzeria torinese. Stabilimenti Farina realizza sia berlinette sia cabriolet sulla meccanica B, mentre Carrozzeria Vignale affianca la produzione dei cabriolet e firma la 202 L, ultima evoluzione della gamma costruita in appena cinque esemplari con passo allungato di 20 cm per ospitare cinque persone.
Non manca un episodio più estremo: su base 202 B, Carrozzeria Allemano realizza un esemplare unico disegnato da Franco Scaglione, con motore preparato da Carlo Abarth con compressore volumetrico e coppa a secco. Un one-off che testimonia quanto il telaio della 202 fosse un laboratorio ideale per sperimentazioni di carrozzeria e meccanica.
Periodo di produzione
Dal 1949 (serie 202 complessiva: 1947-1952)
Un'icona di design: dal Salone di Parigi al MoMA
Presentata ufficialmente al Salone di Parigi del 1947, la Cisitalia 202 conquista rapidamente il riconoscimento della critica internazionale per l'equilibrio delle sue forme, senza fregi né elementi superflui. Nel 1951 un esemplare entra nella mostra "Eight Automobiles" del Museum of Modern Art di New York, diventando la prima automobile a entrare nella collezione permanente di un museo d'arte moderna.
La produzione, complessivamente stimata tra le 170 e le 190 unità fra berlinette e cabriolet realizzate tra il 1947 e il 1952, si intreccia con le difficoltà finanziarie di Cisitalia: già nel 1949 l'azienda chiede l'amministrazione controllata, e la 202 B nasce e si sviluppa proprio in questi anni turbolenti, fino al progressivo ridimensionamento dell'attività torinese.
Il mercato del collezionismo oggi
Rarità estrema e valore storico rendono oggi la Cisitalia 202 B un oggetto per collezionisti più che un'auto d'uso: un esemplare berlinetta firmato Stabilimenti Farina è stato battuto all'asta nel 2019 a oltre 400.000 euro, con stime che per i pezzi meglio conservati superano il mezzo milione. Trovare ricambi originali e mano d'opera specializzata resta una delle sfide principali per chi possiede o restaura una di queste vetture.
