Un progetto nato per correre
La M1 doveva essere anzitutto un'auto da corsa: il regolamento Gruppo 4 dell'epoca imponeva la costruzione di almeno 400 esemplari stradali in 24 mesi per ottenere l'omologazione. BMW immagina quindi una coupé a motore centrale-posteriore capace di competere con le sportive italiane e con Porsche, affidando lo sviluppo del telaio tubolare in acciaio a Gianpaolo Dallara.
- Sviluppo iniziale in collaborazione con Lamborghini, poi interrotto per le difficoltà finanziarie della casa di Sant'Agata
- Carrozzeria in vetroresina disegnata da Giorgetto Giugiaro, ispirata alla concept BMW Turbo del 1972
- Produzione frazionata tra Marchesi, TIR, Italdesign e Baur, con conseguenti ritardi rispetto ai piani originali
Motore
6 cilindri in linea M88, 3.453 cc, 24 valvole
Il motore M88 e le prestazioni
Il cuore della M1 è il sei cilindri in linea M88, un'unità bialbero a 24 valvole di 3.453 cc con iniezione meccanica Kugelfischer-Bosch. Nella versione stradale eroga 277 CV a 6.500 giri e 330 Nm di coppia a 5.000 giri, abbinati a un cambio manuale ZF a 5 rapporti e trazione posteriore.
Con un peso contenuto e un baricentro molto basso, la M1 scatta da 0 a 100 km/h in circa 5,6 secondi e raggiunge una velocità massima di circa 262 km/h, valori che all'epoca la collocavano ai vertici delle sportive stradali europee. Lo stesso propulsore, in versione biturbo per le competizioni, superava abbondantemente gli 800 CV.
Potenza/Coppia
277 CV a 6.500 giri/min, 330 Nm a 5.000 giri/min
Il campionato Procar, il palcoscenico della Formula 1
Per dare visibilità alla nuova vettura, BMW Motorsport, guidata da Jochen Neerpasch, crea nel 1979 il Campionato Procar: una serie monomarca riservata a M1 identiche che corre come evento di supporto al Gran Premio di Formula 1, con al via gli stessi piloti impegnati nel Mondiale.
- 1979: titolo vinto da Niki Lauda
- 1980: titolo vinto da Nelson Piquet
- Una delle M1 da competizione fu personalizzata da Andy Warhol come Art Car per la 24 Ore di Le Mans del 1979
Velocità massima
circa 262 km/h
Un'eredità più grande della produzione
Nonostante i circa 453 esemplari complessivi realizzati tra il 1978 e il 1981 (399 destinati alla strada, gli altri predisposti per le competizioni), la M1 ha lasciato un segno duraturo. Il motore M88 è stato in seguito adottato dalla BMW M635CSi e dalla prima BMW M5, dando origine alla stirpe delle berline e coupé ad alte prestazioni a marchio M.
Oggi la M1 è una delle vetture da collezione più ricercate del marchio bavarese, complice la produzione limitatissima e il ruolo di capostipite della divisione motorsport BMW M.
