Un progetto ibrido nato per stupire
La BMW Active Hybrid 3 debutta al Salone di Detroit nel gennaio 2012, innestandosi sulla sesta generazione della Serie 3, la F30 lanciata pochi mesi prima. L'idea alla base del progetto è insolita per l'epoca: non puntare su un'ibrida orientata al risparmio, ma dimostrare che elettrificazione e sportività possono convivere nella stessa vettura.
La base di partenza è la 335i berlina, alla quale viene affiancato un motore elettrico integrato nella scatola del cambio automatico. In Italia il modello arriva sul mercato nel 2013, con un listino che parte da circa 55.700 euro, per poi restare in gamma fino al 2015, quando viene sostituito dalla più efficiente 330e iPerformance plug-in.
Potenza combinata
340 CV (250 kW)
Motore e prestazioni: la potenza del sei cilindri più l'elettrico
Il cuore della Active Hybrid 3 è il collaudato sei cilindri in linea 3.0 turbo a benzina, qui accreditato di 306 CV, affiancato da un motore elettrico sincrono da 54 CV (40 kW) montato all'interno del cambio automatico a 8 rapporti. Insieme, i due propulsori erogano una potenza di sistema di 340 CV e una coppia massima di 450 Nm.
- Accelerazione 0-100 km/h in 5,3 secondi
- Velocità massima autolimitata a 250 km/h
- Consumo combinato dichiarato di circa 5,9 l/100 km
- Emissioni di CO2 pari a 139 g/km
La batteria agli ioni di litio, alloggiata sotto il pianale del bagagliaio, consente una marcia a zero emissioni per una distanza molto contenuta, non oltre i 4 km e a una velocità massima di 75 km/h: un utilizzo pensato più per le manovre e i tratti a bassa andatura che per una reale mobilità elettrica.
Autonomia elettrica
Fino a 4 km, massimo 75 km/h
Abitabilità, dotazioni e vita di bordo
Nonostante l'ingombro della batteria, gli ingegneri BMW sono riusciti a contenere la perdita di spazio nel bagagliaio, che si ferma a 390 litri, un valore che penalizza la vettura solo di poco rispetto alla Serie 3 con motore tradizionale.
Dall'esterno la Active Hybrid 3 si riconosce per dettagli discreti: badge specifici sul portellone e sui montanti posteriori, cerchi da 18 pollici dedicati e terminali di scarico con finitura cromata opaca. Gli allestimenti disponibili ricalcano quelli della Serie 3 dell'epoca, tra cui Luxury, Sport, Modern e M Sport.
Tra le note meno positive raccolte nei test dell'epoca, la posizione del comando iDrive, spostato più indietro sul tunnel centrale per fare spazio alla componentistica ibrida, e alcuni accessori tenuti a pagamento nonostante il prezzo già elevato della vettura.
Consumo combinato dichiarato
5,9 l/100 km
Affidabilità e mercato dell'usato
La Active Hybrid 3 resta un modello di nicchia nel panorama dell'usato BMW, con volumi di vendita contenuti rispetto alle varianti a benzina o diesel della stessa Serie 3. Chi la acquista lo fa generalmente per il carattere sportivo del propulsore ibrido più che per un reale risparmio ai consumi, dato che l'apporto della componente elettrica resta marginale nell'uso quotidiano.
Sulle vetture con più chilometri sono state segnalate alcune anomalie ai sistemi elettrici e alla gestione della batteria ad alta tensione, oltre a una frenata rigenerativa percepita come poco incisiva. Prima dell'acquisto è quindi consigliabile far verificare lo stato di salute della batteria e dell'impianto ibrido presso un'officina specializzata BMW.









