Un fuoristrada vero, nato per sfidare i miti americani
Fin dal debutto la BJ40 è stata concepita come alternativa low-cost ai grandi fuoristrada a telaio separato, con una linea squadrata che richiama apertamente la Jeep Wrangler. Non si tratta però di un semplice esercizio di stile: sotto la carrozzeria la BJ40 conserva un telaio a longheroni indipendente dalla scocca, soluzione ormai rara tra i SUV moderni ma fondamentale per affrontare fuoristrada impegnativo e carichi di lavoro gravosi.
- Debutto come concept al salone di Pechino nel 2010
- Produzione di serie avviata nel 2014, dopo la presentazione a Guangzhou nel 2013
- Nome che richiama la sigla di Pechino, in continuità con la storica joint venture Beijing-Jeep
Anni di produzione
Dal 2014, ancora in produzione con la seconda generazione dal 2023
Motori e trazione integrale
La gamma motori della BJ40 si è evoluta molto negli anni. La prima serie proponeva un quattro cilindri 2.4 aspirato da 143 CV abbinato al solo cambio manuale, mentre il restyling che ha introdotto la variante BJ40 Plus ha portato un più moderno motore turbo benzina da 2.0 litri, capace di circa 215 CV, e un cambio automatico. Con la seconda generazione, arrivata in Cina nel 2023, la potenza è ulteriormente cresciuta, superando i 240 CV nella variante a benzina più spinta, mentre per i mercati export sono comparse anche unità turbodiesel da 2.0 litri intorno ai 160 CV.
Su tutte le versioni la trazione è integrale, con innesto della modalità fuoristrada e riduttore dedicato; le versioni di allestimento più alto aggiungono differenziali bloccabili elettronicamente sull'asse posteriore e, sulle configurazioni top di gamma, anche su quello anteriore.
- 2.4 benzina aspirato, 143 CV, cambio manuale (prima serie)
- 2.0 turbo benzina, circa 215-245 CV, cambio automatico (BJ40 Plus e seconda generazione)
- 2.0 turbodiesel, circa 160-163 CV, per alcuni mercati export
- Variante BJ40e a range extender (EREV), lanciata in Cina nel 2025, con potenza complessiva dichiarata di centinaia di CV grazie ai motori elettrici
Dimensioni e vocazione off-road
Le proporzioni della BJ40 cambiano sensibilmente tra le varie versioni. La configurazione originale a due porte misura circa 4,35 metri di lunghezza su un passo di 2,45 metri, mentre le varianti a passo lungo e quattro porte, come la BJ40L e la BJ40 Plus, superano i 4,6 metri di lunghezza con un passo di circa 2,73 metri, offrendo più spazio per i passeggeri posteriori. La seconda generazione, disponibile solo a quattro porte, cresce ulteriormente fino a sfiorare i 4,8 metri.
Gli angoli caratteristici dichiarati, che restano tra gli elementi più apprezzati dagli appassionati di fuoristrada, arrivano fino a circa 37° di attacco e oltre 30° di uscita, con altezza da terra regolabile su alcune versioni e capacità di guado dichiarata fino a diverse centinaia di millimetri.
BAIC BJ40 in Italia ed Europa
Il marchio BAIC non ha una rete di vendita ufficiale in Italia e la BJ40 non è mai stata commercializzata direttamente con il proprio badge nel nostro paese. Il modello è però arrivato sul mercato italiano attraverso un accordo di badge engineering: il costruttore molisano DR Automobiles ha lanciato nel 2023 il marchio Ickx, il cui primo modello, la Ickx K2, è basato proprio sulla Beijing BJ40 Plus.
Al di fuori dell'Italia, la BJ40 viene assemblata e commercializzata con denominazioni locali diverse in mercati come Algeria, Pakistan, Indonesia e Russia, oltre a comparire tramite partner locali in altri paesi extraeuropei. In Europa alcuni esemplari con marchio BAIC risultano reperibili tramite concessionari in Germania, ma senza una rete ufficiale strutturata.
Pregi e difetti secondo le prime prove
Le recensioni concordano nel riconoscere alla BJ40 doti fuoristradistiche superiori alla media del segmento, grazie al telaio separato, al riduttore e ai differenziali bloccabili, oltre a soluzioni particolari come tetto e porte removibili manualmente. Anche il rapporto tra dotazione e prezzo viene giudicato favorevole rispetto ai rivali occidentali dello stesso tipo.
Restano invece punti deboli ricorrenti la qualità percepita di alcuni materiali interni, l'assenza di Apple CarPlay e Android Auto su diverse versioni, e consumi non sempre contenuti, in particolare in ambito urbano. Va inoltre considerato che, trattandosi di un marchio non distribuito ufficialmente in tutti i mercati europei, la rete di assistenza e la reperibilità dei ricambi possono risultare più limitate rispetto ai costruttori generalisti.