Una 80 vestita a festa
L'Audi 90 nasce come costola superiore dell'Audi 80: stessa scocca, ma con le motorizzazioni a cinque cilindri riservate a chi cercava qualcosa in più. Il frontale viene ridisegnato con paraurti più integrati nella carrozzeria, mentre al posteriore una fascia catarifrangente unisce i gruppi ottici rendendo la vettura riconoscibile a colpo d'occhio.
La linea, firmata dallo studio di Giorgetto Giugiaro, mantiene l'impostazione squadrata ma elegante della 80, con un abitacolo che negli allestimenti di punta guadagna materiali e finiture più ricercate rispetto alla sorella minore.
Anni di produzione
1984-1991 in Europa; il nome resta in listino fino a metà anni '90 in Nord America
Il salto tecnologico della quattro con Torsen
Il vero salto qualitativo arriva con la trazione integrale quattro, proposta anche sulla 90 accanto alla più tradizionale trazione anteriore. Dalla seconda serie il sistema adotta un differenziale centrale Torsen, capace di ripartire la coppia tra i due assi in automatico, spostando fino al 75% della trazione sull'asse con più aderenza, con un bloccaggio manuale al retrotreno per le condizioni più impegnative.
Si tratta di una delle prime applicazioni di serie della tecnologia Torsen sulle berline Audi, un tassello che negli anni successivi diventerà uno dei tratti distintivi del marchio.
Motorizzazioni: dal 2.0 al 2.3 a 20 valvole
La gamma motori cambia più volte nel corso della produzione. La prima serie (B2) propone un 2.0 da 115 CV e un 2.2 da 136 CV, quest'ultimo disponibile anche in abbinamento alla quattro, oltre a un turbodiesel 1.6 da 70 CV introdotto nel 1986.
Con la seconda serie (B3) l'offerta si amplia: si parte dal 2.0 E da 115 CV e dal 2.3 da 136 CV, per poi arrivare a un 2.3 a 20 valvole da 170 CV e a un turbodiesel 1.6 da 80 CV. Il mercato italiano, penalizzato fiscalmente sopra i due litri di cilindrata, riceve in esclusiva un 1.8 da 112 CV e un 2.0 a 20 valvole da 158 CV.
Dalla strada alla pista: l'avventura IMSA GTO
Nel 1989 una versione estrema dell'Audi 90 quattro scende in pista nel campionato americano IMSA GTO, spinta da un cinque cilindri 2.2 turbo derivato dalla Quattro S1 e capace di sviluppare circa 720 CV. Con Hans Stuck e Hurley Haywood al volante, la vettura vince sei delle nove gare stagionali, chiudendo però al secondo posto nella classifica piloti e costruttori alle spalle di Pete Halsmer sulla Mercury Cougar.
Nonostante i risultati, il vertice Audi decide di concentrare gli sforzi sportivi sul DTM tedesco, chiudendo dopo una sola stagione l'avventura americana della 90 quattro.
La fine della produzione europea e la vita oltreoceano
La produzione europea della 90 si ferma nel novembre 1991, dopo due generazioni per un totale di oltre 250.000 esemplari, lasciando spazio alla nuova Audi A4. Il nome sopravvive però oltre oceano: negli Stati Uniti e in Canada viene applicato a una versione dell'Audi 80 B4, riconoscibile per i paraurti più sporgenti richiesti dalle normative di sicurezza locali e proposta con motori V6 2.6 e 2.8 litri, disponibile anche in carrozzeria cabriolet.









