Dalla carrozzeria Eckhart alla Auburn Automobile Company
La storia di Auburn affonda le radici nella Eckhart Carriage Company, l'azienda di carrozze fondata da Charles Eckhart. Furono i suoi figli, Frank e Morris, a spingersi verso la motorizzazione, assorbendo due piccole case automobilistiche locali e trasferendo la produzione in uno stabilimento più grande all'inizio del Novecento.
Per anni la crescita fu costante ma contenuta, tanto che nel 1919 i fratelli Eckhart decisero di cedere il controllo dell'azienda a un gruppo di investitori di Chicago guidato da Ralph Austin Bard. Fu una mossa che, senza saperlo, aprì la strada al capitolo più celebre della storia del marchio.
L'era di Errett Lobban Cord
Nella prima metà degli anni Venti gli azionisti di Auburn si trovarono con un magazzino pieno di auto invendute e chiamarono in soccorso Errett Lobban Cord, un venditore già affermato nel settore. Cord risollevò le sorti commerciali dell'azienda con una politica di marketing aggressiva e, entro la fine del 1925, ne assunse il controllo definitivo.
Sotto la sua guida, Auburn iniziò a collaborare con designer del calibro di Alan Leamy e Gordon Buehrig, capaci di tradurre l'ingegneria della casa in linee scultoree che anticipavano il linguaggio Art Déco destinato a segnare l'estetica automobilistica di quegli anni.
Le Speedster e i record di velocità
Il modello che più di ogni altro definisce l'identità di Auburn è la Speedster, prodotta in diverse serie tra il 1928 e il 1936. La prima serie montava un otto cilindri Lycoming da 4,8 litri, mentre una piccola serie del 1931-1934 fu equipaggiata con un raro V12 da 6,4 litri firmato dall'ingegnere George Kublin.
L'ultima e più celebre serie, la 851/852 del 1935-1936, disegnata da Gordon Buehrig, montava un otto cilindri in linea da 4.585 cc abbinato a un compressore Schweitzer-Cummins per circa 150 cavalli, sufficienti a superare i 160 km/h. Su queste vetture il pilota record-man Ab Jenkins infranse settanta record di velocità americani, un risultato che l'azienda pubblicizzava con una targhetta di garanzia applicata al cruscotto di ogni esemplare supercompresso.
Il legame con Cord e Duesenberg
Auburn non crebbe da sola: Errett Lobban Cord riunì sotto il proprio controllo anche i marchi Cord e Duesenberg, dando vita a un piccolo impero dell'automobile di lusso e dell'innovazione tecnica. La Cord L-29, prodotta tra il 1929 e il 1932, fu una delle prime vetture di serie a trazione anteriore realizzate negli Stati Uniti, mentre la Cord 810/812 del 1936-1937, sempre disegnata da Buehrig, è ricordata ancora oggi come una delle auto più influenti del design industriale americano.
- Auburn: eleganza accessibile e prestazioni
- Cord: innovazione tecnica e trazione anteriore
- Duesenberg: il vertice del lusso e della potenza
Il crollo del 1929 e la fine di un'epoca
Il crollo di Wall Street del 1929 e la Grande Depressione che ne seguì colpirono duramente un marchio che puntava su vetture raffinate e costose in un mercato sempre più povero. Per resistere, verso la metà degli anni Trenta Auburn arrivò persino a produrre mobili e componenti per cucine pur di tenere aperti gli stabilimenti.
Non bastò: nell'agosto del 1937 Cord cedette le proprie partecipazioni e la produzione dei marchi Auburn, Cord e Duesenberg si fermò definitivamente. Lo stabilimento storico di Auburn, in Indiana, ospita oggi l'Auburn Cord Duesenberg Automobile Museum, riconosciuto National Historic Landmark, che custodisce e racconta l'eredità dei tre marchi.
